Trauma Psicologico
- Amabile Azzarà

- 24 mag 2020
- Tempo di lettura: 3 min
Dal punto di vista etimologico la parola trauma deriva dal greco e significa ferita.
In psicologia quando si parla di trauma si fa riferimento a tutte quelle ferite che rompono o che perturbano l’equilibrio e il consueto modo di vivere della persona colpita. È bene chiedersi però: tutti gli eventi negativi possono essere considerati traumi? Beh direi proprio di no, nel senso che gli eventi negativi potenzialmente possono determinare un trauma e quindi una ferita psicologica, che a lungo termine, sommandosi ad altri eventi avversivi possono avere delle conseguenze sull’adattamento e sulla qualità di vita della persona stessa.
Entrando nel dettaglio noi psicologi spesso parliamo di trauma con la T maiuscola e trauma con la t minuscola.
Quando facciamo riferimento al trauma con la T maiuscola, includiamo tutti quegli eventi che percepiti dalla persona come una minaccia per la propria vita o per una persona a lei vicina. Ad esempio pensiamo agli eventi di grande portata, come disastri naturali, abusi, incidenti, questi irrompono in maniera irruenta nella vita della persona, e quindi è evidente l’impatto che l’evento assume per la persona.
Per traumi invece con la t minuscola facciamo riferimento a tutte quelle situazioni relazionali drammatiche, conflittuali, che ledono l’integrità psichica e che si presentano ripetutamente. Proviamo a pensare ad esempio agli insulti che un bambino vittima di bullismo, potrebbe subire ripetutamente nel corso dei mesi, oppure esperienze di abbandono, divorzi, i tradimenti, tutti questi possono essere considerati traumi con la t minuscola.
Ciò che è importante comprendere, anche nel periodo che stiamo vivendo oggi è che non tutte le persone che vivono un’esperienza traumatica reagiscono allo stesso modo, tanto da andare in contro allo sviluppo di un disturbo psicologico determinato dall’evento traumatico. Infatti le risposte che l’individuo può avere possono essere moltissime tanto anche da permettere il ritorno ad una vita normale in breve tempo, oppure andare in contro a sviluppare reazioni più gravi e che a lungo termine possono impedire di continuare a vivere la propria vita.
Quindi quali sono i segnali che possono fungere da campanello d’allarme?
Innanzi tutto nel qui ed ora dell’evento potremmo provare un senso di irrealtà, come se stessimo vivendo un film, le scene vengono percepite a rallentatore. E anche dopo l’evento potremmo percepire la quotidianità in modo irreale come se fossimo all’interno di una bolla d’aria, oppure come se stessimo vivendo un incubo. Tale senso di irrealtà sarà percepito in associazione a tachicardia, nausea, oppure caldo o freddo oppure reazioni emotive come paura caratterizzata da pensieri come ho paura di a stare da solo, oppure dal bisogno di vicinanza, o di un supporto e aiuto concreto
Successivamente e man mano che i giorni passano la persona vittima di un evento negativo può presentare pensieri intrusivi come ricordi e immagini che insorgono in maniera improvvisa e che fanno riferimento a ciò che è successo. Questi pensieri tendono a comparire soprattutto in momenti di rilassamento come ad esempio prima di dormire, o mentre si sta guardando la tv, accompagnandosi ad un senso di disagio. A questi poi si possono associare disturbi del ritmo sonno-veglia in cui sono presenti incubi o sogni ricorrenti dell’evento, oppure difficoltà di concentrazione mentre si studia, mentre si legge un libro o si guarda un programma televisivo. Fanno seguito anche reazioni fisiche quindi senso di nausea, stanchezza oppure reazioni emotive intense come disperazione, senso di colpa oppure paura per il futuro e il cercare di dare un senso a ciò che è successo quindi il così detto significato della vita. Molte persone infatti pensano ripetutamente a ciò che è successo per alleviare o controllare la propria emotività, determinando un circolo vizioso in cui ci si sente sempre più distaccati.
Quando queste reazioni seppur normali tendono a pervadere la nostra vita, determinando un senso di impotenza e un’amplificazione del nostro disagio, chiediamo aiuto ad un professionista, al fine di mettere ordine alla memoria degli eventi e per riguadagnare le proprie forze.
Come afferma Levine: Il trauma è una realtà della vita, ma non per questo deve essere una condanna a vita.





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